Muoiono per fumo
più persone di quante ne muoiano ogni anno per incidenti stradali, per eroina, AIDS, omicidi e suicidi.
Ogni anno nel mondo muoiono 3 milioni di persone per le conseguenze del tabagismo, specialmente nelle nazioni industrializzate. Il 50% dei fumatori muore a causa dei danni procurati dal fumo, il carcinoma polmonare ha una frequenza di 20 volte superiore che non tra i non fumatori e circa il 90% di tutte le patologie cancerose polmonari riguarda i fumatori di sigarette.
Le probabilità di ammalarsi di questa patologia aumentano di 10/15 volte fumando 20 sigarette al giorno e di 5 volte già con 10 sigarette. Il rischio in definitiva aumenta in rapporto ad un consumo maggiore. Oggi si è notato un aumento anche dei tumori della cavità orale, della vescica, dello stomaco e del colon.
Il fumo contribuisce ad una morte su tre per patologie cardiache a causa degli effetti sui vasi coronarici, infatti si stima che sia responsabile del 60% delle malattie cardiache con decorso infausto.
E' certo che il fumo abbrevia la vita dei fumatori di circa 8 - 12 anni, i fumatori muoiono precocemente sacrificando una buona parte della loro vita al piacere del fumo.
Il fumo è un fattore di rischio anche per molte patologie del sistema circolatorio:
Il fumo nuoce a più sistemi organici importanti per la vita, alterando cosi' le funzioni e aprendo la via a molte patologie:
Tumori della laringe, della labbra e dei polmoni, ulcere maligne del cavo orale, delle gengive, della faringe, e della laringe sono tutte conseguenze gravi del fumo.
Il 95% dei casi di cancro alla laringe sono dei fumatori che consumano almeno 20 sigarette al giorno. I fumatori di pipa sono particolarmente colpiti dal cancro alle labbra.
Il fumo di sigaretta, soprattutto se associato all'alcol, rappresenta nel mondo occidentale un rilevante fattore di rischio nei confronti del carcinoma esofageo; inoltre aumenta il rischio di sviluppare adenomi del colon, e tumori del fegato: insomma tanto maggiore è il consumo di sigarette e di alcol, tanto più grande è il rischio che si corre di ammalarsi.
Fumatrici :
Il numero delle fumatrici è cresciuto del 60% negli ultimi decenni; la quota delle grandi fumatrici, che consumano più di 20 sigarette al giorno, è addirittura triplicata.
Le conseguenze sono devastanti, infatti conseguentemente il numero di morte per cancro al polmone tra le fumatrici è cresciuto da 4 a 7 volte ed è rimasto stazionario nelle non-fumatrici.
Oggi sono state evidenziate le patologie che colpiscono maggiormente le fumatrici. Quella più seria è il tumore in tutte le sue manifestazioni: il cancro ai polmoni (infatti oggi muoiono più donne di carcinoma polmonare che di quello al seno), il cancro all'utero (perché il fumo inibisce le difese immunitarie e facilita la moltiplicazione di virus); il cancro alla laringe, alla lingua, all'esofago, alla vescica e ai reni.
Naturalmente tutte le patologie polmonari, la bronchite, l'enfisema e quelle del sistema circolatorio sono ad alto rischio nelle donne fumatrici, specialmente per quelle che usano la pillola come metodo anticoncezionale.
Per queste fumatrici la probabilità di morire per malattie cardiocircolatorie, come l'infarto cardiaco, è 10 volte più alta rispetto alle donne che non prendono la pillola e che non fumano.
Il fumo tende ad:
- anticipare la menopausa di 1 o 2 anni,
- di conseguenza l'osteoporosi e quindi il rischio di fratture,
- influenzare la formazione di ulcere gastriche,
- creare problemi di debolezza della vescica,
- inaridire la pelle con conseguente formazione precoce di rughe.
I motivi di maggiore pericolosità sono da ricercarsi nel danno ormonale, specialmente sugli estrogeni, che il fumo determina nella donna. Gli estrogeni influiscono sugli organi genitali femminili, sul ciclo mestruale, ma anche sul metabolismo e sul sistema immunitario, costituiscono insomma lo scudo ormonale della donna; perciò quando questo viene rovinato dal fumo avviene un calo del livello di estrogeni e aumenta la possibilità di contrarre malattie.
Oltre al fumo di tabacco altri fattori di rischio per i tumori sono il fumo passivo (2%), l’inquinamento atmosferico, l’esposizione all’amianto (1%), a fumi di combustione di idrocarburi, il radon (3%) e fattori genetici.
Per quanto concerne l’inquinamento ambientale legato ai gas di scarico delle automobili, soprattutto diesel, ai fumi derivanti dagli impianti di riscaldamento e delle industrie, aggravato dalle condizioni atmosferiche (ppm10), c’è da sottolineare il fatto che per la differente incidenza di tumori polmonari tra la popolazione urbana e quella rurale l’unico fattore discriminante è esclusivamente l’abitudine a fumare!
Moltissimi studi evidenziano il rischio legato al fumo passivo che aumenterebbe di circa 20 volte nella persona che non ha mai fumato.
Essendo il tempo di sviluppo di un tumore di circa 20 anni, il classico soggetto a rischio è rappresentato dal fumatore di circa 50 anni di età, che fuma da più di 20 anni, con una media di 20 sigarette al giorno. Fumare è comunque dannoso, non esistono sigarette leggere!
L’azione cancerogena del fumo di tabacco è legata alla presenza di migliaia di sostanze che si sviluppano durante la combustione di una sigaretta ed inalate dal fumatore, sostanze sicuramente cancerogene (benzopirene ed altre) per cui il fumo di tabacco, sia attivo che passivo, è definito un cancerogeno di classe A, cioè accertato.
A ben ragione perciò l’OMS da tempo ha definito il tabagismo la principale causa di morte prevenibile, oltre ad essere esso stesso una malattia in quanto, tramite la nicotina, crea dipendenza.
La cessazione dell’abitudine al fumo riduce rapidamente il rischio di tumore ed il beneficio che si ottiene è evidente entro 5 anni dalla cessazione ed è progressivamente più marcato con il passare del tempo.
Smettere di fumare prima che si manifesti il tumore o alcune delle altre malattie riduce di molto il rischio di sviluppare queste malattie.
